Le riflessioni di Ruggero Landolina al webinar di Confindustria Romagna
L’Intelligenza Artificiale non è più una tecnologia emergente. È già un differenziale competitivo.
Nel webinar “AI 2026: evoluzione dei modelli generativi e impatti per le imprese” organizzato da Confindustria Romagna, il nostro Head of Commerce Ruggero Landolina ha portato una visione chiara: la domanda per le imprese non è più “SE adottare l’AI”, ma “COME integrarla strategicamente”.
Dalla produttività alla strategia
Negli ultimi anni l’AI è stata percepita soprattutto come strumento operativo per automatizzare task ripetitivi, generare contenuti e risposte semplici per gli assistenti conversazionali.
Oggi siamo in una fase diversa. L’AI sta diventando un motore strategico, capace di:
- simulare scenari decisionali
- supportare il management con analisi predittive
- monitorare KPI in tempo reale
- ottimizzare processi core
I dati ci dicono che le organizzazioni AI-driven registrano:
- +40% di produttività per collaboratore
- -65% di tempo nell’analisi pre-decisionale
- x10 idee creative generate
Il punto non è la tecnologia in sé, ma il vantaggio competitivo nella sua applicazione strategica.
L’AI come “co-worker”
Uno dei concetti chiave dell’intervento di Ruggero è la visione dell’AI Co-Worker:
non sostituisce la persona, ma funge da collaboratore virtuale che:
- lavora 24/7
- analizza dati in tempo reale
- segnala anomalie
- supporta decisioni complesse
- apprende nel tempo
In questo modello, l’organizzazione del lavoro e le competenze richieste all’intelligenza umana evolvono: ci vuole meno esecuzione, ma più visione.
Senza strategia, l’AI diventa un rischio
Un passaggio centrale del webinar ha riguardato i rischi di un’adozione disorganica degli strumenti di AI, che può portare a inefficienze, rischi legali e mancato raggiungimento degli obiettivi. Insomma, senza una strategia chiara, l’AI rischia di generare più complessità che valore.
Solo con una governance adeguata l’AI diventa un vantaggio competitivo.
L’ecosistema 2026
L’evoluzione dei modelli generativi sta portando verso modelli multimodali (testo, immagini, audio, video), AI agentiva capace di eseguire task autonomi, AI embedded in ERP, CRM, HR e sistemi core.
Per le PMI questo significa accesso a strumenti che fino a pochi anni fa erano disponibili solo per grandi enterprise.
Il futuro è ibrido
Non vinceranno le aziende più grandi, ma quelle che sapranno integrare meglio intelligenza umana e artificiale.
Per Fabrico, questo significa lavorare con le imprese non solo sull’adozione di tool AI, ma sulla progettazione di ecosistemi integrati, sicuri e misurabili. L’intelligenza delle persone non va sostituita ma potenziata.
L’AI non è una moda e non è opzionale. È un’onda da cavalcare, senza perdere l’umanità.